roberto giusti

NITIDEZZA E NETTEZZA, SAPIENZA E LIBERTA’


Nella pittura diI Roberto Giusti


La Mostra di pittura che si tiene a Pitigliano nel mese di agosto 2012 e che si avvia a diventare ormai un tradizionale appuntamento culturale, espone quest’anno opere di Roberto Giusti, proprio l’ideatore e l’animatore dell’avvenimento culturale e colui che ne ha predisposto il luogo adatto nello splendido locale restaurato, già parte dell’antico Ospedale di S.Antonio, in via Zuccarelli Al primo sguardo le opere di Roberto Giusti fanno venire in mente  due coppie di parole: Nitidezza e Pulizia, subito dopo Nettezza e Precisione. Sembra che le pitture di Roberto Giusti siano passate attraverso un filtro, che le ha “levigate” tanto da poterle  vedere come attraverso un invisibile cristallo estremamente limpido; “quali per vetri trasparenti e tersi…”, come diceva il Sommo Poeta. La  nitidezza infatti è il dato, che appare immediatamente nella soluzione tecnica della pittura di Roberto, che abbina colori tenui e leggeri (celeste più che azzurro, grigio chiaro più che scuro ecc.) alla purezza delle linee e dei soggetti; è questa una caratteristica che fa intravedere una pulizia, che non è solo un aspetto formale, ma soprattutto è pulizia interiore, pulizia d’animo, che traspare nei dipinti. Su colori tenui, tra i quali  primeggia il celeste del cielo e l’azzurrino del mare, si innestano i soggetti dai contorni netti e precisi, anche quando compare solo  un filo o una riga o una linea. Non si tratta di una precisione superficiale o magari  pedante, ma di un dato connaturato all’espressione formale. C’è una figura ricorrente che assume la caratteristica di un simbolo: il filo a piombo, che troviamo variamente coniugato con altri attrezzi come la cazzuola, il compasso ecc. , ma anche libri, che sono tomi, cioè libri antichi, simbolicamente depositari di una arcaica sapienza.  E’ quella sapienza, che pare sottintesa variamente anche da altre figure simboliche tratte dal mondo animale: la tartaruga, il gabbiano, il gallo, la civetta; ma è una sapienza che resta un’aspirazione, forse irraggiungibile, come pare sottolineare il dipinto “VITA NOVA” con un teschio sopra il libro chiuso, oppure “LA VALIGIA”, dove appunto la valigia da portar dietro non è altro che un grosso tomo su un muro in riva al mare, sul quale spicca il volo uno stormo d’uccelli “com’esuli pensieri” di carducciana memoria. Ma c’è un’altra aspirazione che scaturisce con vivezza  dalle opere di Roberto Giusti: l’aspirazione alla libertà, libertà dai vincoli terreni, libertà dalle convenzioni, libertà di “sentirsi libero” su su  in alto, come appare nel dipinto “IL SALTO”, in cui una donna nuda nel cielo, sembra voler superare ogni possibile ostacolo nell’atto di saltare senza che vi sia alcun limite né da una parte né dall’altra, o come nell’opera “EQUILIBRIO”, dove l’eterea donna nuda, sempre in cielo, pur senza alcun appoggio, viene “equilibrata” dal filo a piombo, che ricompare qui con questa funzione. Ma anche questa aspirazione alla libertà assoluta è un’illusione, per di più pericolosa: infatti  basta “UN ATTIMO” (vedi il dipinto con tale titolo) che il paracadute strappato costringe a precipitare giù, senza speranze, di fronte ad una indifferente spettatrice, che guarda da un’altra parte.


                                                                                                                                                 Angelo Biondi

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